LA CHAUX-DE-FONDS\ aise\ - "Da qualche anno a questa parte, la scienza scientificamente spiega e dimostra la faccenda un po’ diversamente; eppure qualcuno continua a lasciar intendere, in giro, che la peste murina non è causata dai sorci, ma dagli "untori"!".

Ancora posizioni diametralmente diverse tra quanti, in Svizzera si occupano dei corsi di lingua e cultura italiana. Due i fronti in terra elvetica: quello a sostegno dei docenti Mae, l’altro in favore degli Enti gestori. A quest’ultimo appartiene Cesare Spoletini, che oggi replica alle osservazioni di Dino Nardi. Consigliere del Cgie e coordinatore della Uim in Europa, Nardi criticava quanto disposto dal decreto sulla spending review che, tra le altre cose, prevede il rientro in Italia di 400 insegnanti Mae.

"Singolare analisi quella di Nardi, con tutto il sincero e genuino rispetto dei sindacati, quando non chiudono a corporazione!", commenta Spoletini. "Insomma, secondo quanto spiega nel suo comunicato di ieri, le disgraziate disposizioni dell’ennesimo governo d’emergenza, ora, sarebbero l’effetto di quanto hanno proposto i nostri incauti rappresentanti parlamentari Micheloni e Narducci? Chiamiamoli per nome, a onor di chiarezza, poiché sul loro progetto hanno apposto la propria firma, e nei pubblici dibattiti hanno ardito "metterci la propria faccia", argomentando gagliardamente e rintuzzando subdole critiche, col taccuino dei conti alla mano. Non hanno dovuto ricorrere ad astrusi algoritmi della matematica superiore, è bastata loro l’aritmetica delle elementari e un po’ di storia per far capire, a chi vuol intendere, dove andar a pescar risorse".

"Nardi – argomenta Spoletini – afferma che tal modo di agire è "demagogia"; io, libero cittadino come migliaia d’altri, donne e uomini, i conti di Micheloni e Narducci li capisco benissimo, e mi reputo ben lungi dall’essere un ingenuo, abbindolato dalla "demagogia" dei Nostri! Da quanto Nardi mestamente afferma, si evince che in politica convenga fare i furbi: conviene che due e due faccia "cinque", piuttosto che "tre", come è risultato. Chi non è capace d’inflettere la matematica ai suoi voleri, non sarebbe un buon politico, quindi. Vista la situazione drammatica in cui s’è cacciato lo Stato italiano, sarebbe ora passata, invece, di far tornare i conti "come si deve", e non "siccome suole" nell’interminabile mala politica furbesca della nostra disgraziata repubblica: due e due fanno quattro, cribbio! I conti di Micheloni e Narducci sono giusti; quelli odierni del governo (risultato "tre") sono mortiferi, quelli di ieri (risultato "cinque" e più) sono uno spreco inaccettabile: quello spreco che ci ha condotti a nuotare annaspando. Galleggia meglio chi ha il salvagente. E il salvagente ce l’hanno solo gli insegnanti MAE; riconfermati all’estero, o rinviati: "fluctuant, nec mergitur", stanno e staranno a galla! Sono già a fondo, invece, decine e decine di corsi, con i loro insegnanti "locali" (le cenerentole) e gran parte degli allievi oriundi ai quali "si deve" l’insegnamento!".

Quanto alle polemiche sugli insegnanti abilitati (Mae) e non (Enti gestori), Spoletini si affida alla metafora: "nel guazzo in cui si stanno dibattendo gli insegnanti "irregolari" e gli allievi tutti, si ode un appello: "Venite a noi, ché vi salviamo. Noi abbiamo il brevetto italiano di nuoto, vi insegniamo a nuotare". È la voce di quelli con la ciambella! A costoro potremo rispondere che noi, in Svizzera, sappiamo nuotare anche in acqua dolce (che è più difficile, secondo Archimede), ma se vogliamo andare avanti, non possiamo farlo a bracciate, stando a mollo: ci vuole una barca; una barca nuova. E la barca-scuola, moderna, utilitaria, ad economico consumo d’energia, ce la vorremmo comprare con una piccolissima parte dei soldi che abbiamo generosamente elargito all’Italia, dal dopoguerra in poi. Oltretutto, ci costerebbe molto meno dei natanti obsoleti a gran consumo d’energia che il MAE manda in giro per i sette mari. Quanto a equipaggio e nocchieri, li abbiamo qui: con brevetti svizzeri di navigazione, di nuoto, di salvataggio, di lingua e cultura italiane (made in Italy and made in Switzerland)… Abbiamo perfino i sindacati. Se quelli con la ciambella vorranno imbarcarsi, saranno ben accolti: benvenuti fra pari, alla pari! Di primi inter pares, o altri sedicenti primi della classe, non sappiamo che farcene, Nardi, sinceramente…In ultima analisi: dovrà essere l’utenza ad indicare e richiedere quel che le serve e non l’intendenza a imporre coercitivamente quel che essa stessa intende. Un po’ di marketing intelligente non guasta. Il dibattito continua. Per oggi, - conclude – basta così". (aise)

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