ROMA\ aise\ - Da Emilia Sina – Margelisch, Presidente del Circolo PD di Zurigo, riceviamo e volentieri pubblichiamo:
"Dall’inizio dell’anno scolastico nella circoscrizione consolare di Zurigo si nota un certo protagonismo nel mondo scolastico, in particolare nell’ambiente sindacalizzato dell’area che fa riferimento alla vecchia destra politica e sociale, che, a onor del vero, da noi non ha mai avuto una sostanziale forma di rappresentanza.
Per chi non lo sapesse, il sindacato UGL è il sindacato della destra, un tempo legato al defunto MSI. L'UGL, in Svizzera come in Italia, ha sempre contato meno del due di briscola. Nessuno nel mondo scolastico, si è mai accorto di una simile organizzazione, neanche sforzandosi, anche perché i sindacati si sono sempre tenuti fuori dall’apparire direttamente nell’ambito educativo.
Pertanto, non mi sarei mai sognata di prender carta e penna per commentare il comunicato fiume del docente Torellini (che di questo sindacato - in Svizzera - è sia il rappresentante che l'unico membro) se non fosse per la gravità di talune farneticanti affermazioni contenute nel comunicato stampa del 13.02.
I prodromi: da un po' di tempo in qua, il signor Torellini, nel legittimo tentativo di difendere il proprio traballante incarico di supplente ai corsi di Lingua e cultura italiana, si sta dando un gran da fare a scrivere comunicati e articoletti, che tentano di piegare la realtà dei corsi ai suoi fini personali.
E fin qui poco male! Sintomatiche di una certa non conoscenza della materia, ma appunto poco gravi, sono, infatti, anche alcune affermazioni contenute nel recente comunicato in cui si scopre l'acqua calda con affermazioni tipo: "c'è bisogno anzitutto di un incisivo intervento politico atto a rivedere finalmente la normativa vigente". Bella scoperta!
Mascolo e Torellini sono così poco informati o così ingenui da non sapere che ci son già state undici proposte di legge (di cui ben otto presentate dal centro-sinistra)?
La disinformazione e l'ignoranza non sono mica un reato, ma rischiano di disorientare chi è in buona fede.
La faccenda comincia, invece, a diventar meno scherzosa quando l’insegnante e sindacalista Torellini accusa il dirigente dell'Ufficio scuola di miopia per non aver aperto un contenzioso con la Bildungsdirektion di Zurigo, mirato a risolvere il "conflitto tra la normativa italiana e quella cantonale" ovvero, i problemi personali di scarsa conoscenza della lingua locale da parte del Torellini.
La normativa cantonale prevede, giustamente, la conoscenza linguistica e la certificazione obbligatoria a livello B2 per tutti i docenti dei corsi di lingua d'origine (HSK). Tale normativa (Volksschulgesetz del 7 febbraio 2005, punto 4 della Legge applicativa), non è circoscritta al Cantone di Zurigo, ma a quasi tutti i cantoni della Confederazione (si veda, a tal proposito, anche la Legge federale sugli stranieri del 16 dicembre 2005). Essa, tra l'altro, non è la risultante di accordi bilaterali, ma legge unilaterale. Ci mettiamo ora a discutere le leggi del Paese di accoglienza? Ma suvvia... un poco di serietà!
Non abbiamo alcun dubbio sul fatto che sull'argomento in questione, come su altri punti messi in campo dallo sprovveduto e interessato insegnante e sindacalista Torellini il dirigente scolastico, Marco Tovani, abbia "manifestato invece sue perplessità" ciò che, invece, ci inquieta e stupisce molto.
Or bene, è chiaro che in momenti di magra si debba cercare di aiutare e solidarizzare con chi a stento riesce a trovare un impiego, ma di fronte alle affermazioni del Torellini, ribadisco che per l’insegnamento della lingua italiana ad adolescenti di lingua tedesca, il minimo che un insegnante debba fare è impegnarsi ad imparare il tedesco elementare, condizione necessaria per poter avere cittadinanza in un ambiente pubblico dove tra l’altro si insegna la lingua e la cultura italiana. Questo è quanto chiedono le autorità svizzere e le famiglie italiane che inviano i propri figli ad apprendere le nozioni di lingua e cultura italiana!". (aise)