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ROMA\ aise\ - È cominciato da poco più di mezzora l’esame in Senato del decreto che rifinanzia le Missioni internazionali. Per questo, Intersos lancia un "appello urgente" ai senatori in cui sottolinea "l’indispensabile necessità che l’Italia non riduca la sua presenza e la sua immagine all’estero alla sola componente militare.

Sarebbe lo stravolgimento, carico di conseguenze negative per il nostro paese, di relazioni internazionali basate negli ultimi 60 anni sul dialogo politico e sulla cooperazione".

"I DL di proroga – ricorda Intersos – hanno sempre tenuto conto della componente di cooperazione civile, riservandole un finanziamento che nel 2008 ha rappresentato circa il 10% dell’ammontare complessivo stanziato nel DL. Da allora vi è stata una progressiva diminuzione (6,1% nel 2009, 4,7% nel 2010) fino al misero e umiliante 1,5% di questo decreto semestrale che il Senato è chiamato ad approvare. In Afghanistan, proprio nel momento in cui inizia la fase di transizione che porterà alla fine della missione militare nel 2014, i 117 milioni di euro per la cooperazione civile del 2008 sono diventati 5,8 milioni per il secondo semestre 2011. È questo che i Senatori vogliono? Siamo certi di no. Chiediamo quindi un atto di coerenza politica, fosse anche la non approvazione del DL fino a quando non sarà ripristinata dal Governo l’indispensabile componente di cooperazione civile, con un finanziamento che dovrebbe tendere decisamente almeno al 10% del costo complessivo, nei vari paesi che il nostro Paese ha scelto come prioritari. Oltre all’Afghanistan, ricordiamo che tra questi c’è anche la Somalia, paese che oggi richiede grandissima attenzione e immediato aiuto a causa delle carestia che rischia di decimare le popolazioni".

Intersos ricorda che "anche la manovra di bilancio ha quasi azzerato la cooperazione allo sviluppo. È un errore che peserà nelle relazioni internazionali del nostro paese, emarginandoci e, alla lunga anche impoverendoci, dato che buoni rapporti di cooperazione allo sviluppo significano anche avvio di relazioni commerciali ed economiche di cui il nostro paese ha estremamente bisogno".

Intersos esprime infine la propria "preoccupazione che il nostro Paese annulli, per insipienza, quel patrimonio di relazioni internazionali, basati sulla cooperazione, che hanno dato al mondo un immagine dell’Italia molto apprezzata". (aise)

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